http://www.corriere.it/ultima_ora/notizie....11-1C17B32CD74E}http://agr.corriere.it/ultimora/agrnews.js...sezione=notizieBolzano: pedopornografia, indagato parroco08 ott 14:40 CronacheBOLZANO - Indagato per detenzione di materiale pedopornografico il parroco di Castelbello in val Venosta, in provincia di Bolzano. Sul computer e nell'appartamento del sacerdote, il cinquantaseienne Peter Gschnitzer, sono state trovate numerose foto raffiguranti minorenni in pose erotiche. Il caso e' stato scoperto da un tecnico informatico. A fine settembre, il prete aveva portato il suo pc in laboratorio per farlo riparare. Sul disco fisso il tecnico avrebbe trovato vari file con immagini pedopornografiche e ha subito informato le forze dell'ordine. In una successiva perquisizione nell'appartamento del parroco sarebbero stati trovati una decina di album fotografici sempre con lo stesso tipo di immagini. L'inchiesta dovra' ora stabilire se queste foto sono state oggetto di scambi. (Agr)
Tanzania, prete condannato a 30 anni per pedofilia
[…] Un sacerdote cattolico, Sixtus Kimaro Kimaro di 38 anni, è stato condannato in Tanzania a 30 anni di carcere per aver commesso reati sessuali contro un minore. In particolare il prete è accusato di sodomia e per questo ha ricevuto la pena più grave. Inoltre gli sono stati comminati altri 5 anni per aggressione sessuale. Tuttavia il Tribunale ha deciso che il prete sconterà in contemporanea le due pene, in tal modo rimarrà in carcere per trent’anni; dovrà inoltre pagare una forte ricompensa in denaro alla vittima. La difesa ha già fatto sapere che ricorrerà in appello. In Tanzania, come in altri Paesi africani, la sodomia è illegale anche se il partner è consenziente. Se la vittima è un minore la pena può essere particolarmente grave, come in questo caso. Dal Vaticano nessun commento.Fonte: Affari Italiani
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Pedofilia: 10 anni di carcere a un prete australiano
Un sacerdote cattolico di 63 anni, padre James Patrick Fletcher, è stato condannato a 10 anni di carcere per pedofilia da un giudice di Sydney in Australia. Il prete, che non potrà più esercitare il suo ministero, ha abusato sessualmente di un chierichetto di 13 anni ed è accusato di aver molestato 9 ragazzini fra il 1989 e il 1991.Lancio da Corriere.it
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Slovenia: pedofilia, inizia processo a prete cattolico
E’ iniziato oggi a Lubiana il processo a un sacerdote cattolico accusato di pedofilia. Il 59enne Franci Frantar e’ stato incriminato per aver molestato sessualmente, 15 anni fa, una ragazza di 10 anni nella sua parrocchia di Kaselj-Zalog, vicino alla capitale slovena. Da un mese, Frantar si trova in carcere e, se sara’ ritenuto colpevole, potra’ essere condannato a una pena tra uno e 10 anni. Quattro anni fa, pero’, il sacerdote era andato in Malawi in missione, secondo la curia slovena senza autorizzazione. L’Interpol aveva emesso un mandato d’arresto internazionale.
Fonte: Corriere.it********
USA, film-choc sul prete pedofilo: “Violentavo bambini”
Una sconvolgente storia di pedofilia è emersa in un film documentario appena uscito negli Stati Uniti dove un religioso racconta la sua vita di prete pedofilo. Oliver O’Grady, ex prete, descrive nel film come per circa venti anni ha abusato di bambini e bambine nella sua diocesi in California e svela anche le complicità che gli hanno permesso di portare avanti la sua attività. Il documento rappresenta una cruda testimonianza in cui l’ex religioso racconta come abbia continuato per anni con la sua doppia vita grazie all’aiuto del cardinale Roger M. Mahony, che lo spostava di parrocchia in parrocchia man mano che si diffondevano le accuse di pedofilia. Oliver O’Grady ha confessato di aver abusato di minorenni, maschi e femmine. Il film è stato scritto e diretto da Amy Berg che utilizza la registrazione di un processo contro O’Grady del 1997, in questo procedimento giudiziario l’ex prete ammette in una lunga lettera di aver abusato di una bambina di undici anni.
Fonte: numero odierno di Repubblica
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Don Gelmini, chiuse le indagini. Otto le presunte vittime di abusi
Sono otto le presunte vittime delle molestie sessuali per le quali è imputato don Pierino Gelmini. La procura della repubblica di Terni ha notificato al sacerdote l’avviso di conclusione delle indagini. Si va verso il rinvio a giudizio del sacerdote. Favoreggiamento personale invece ad altre tre persone, tra cui uno degli attuali collaboratori del religioso della Comunità Incontro, Pierluigi Larocca, e Giampaolo Nicolasi, ex assistente. L’accusa è quella di avere cercato di ostacolare le indagini offrendo anche dei soldi per ritrattare ad uno degli accusatori, la cui madre, Patrizia Guarino, è anche lei imputata di favoreggiamento personale.Le molestie sessuali sarebbero avvenute tra il ‘99 e il 2004; due delle vittime all’epoca dei fatti sarebbero stati minorenni. Così scrive la Procura; ora il fascicolo passerà al vaglio del giudice che deciderà sulle richieste dell’accusa. […]
Fonte: Repubblica
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Spagna: condannato prete pedofilo
Il Tribunale supremo ha condannato a due anni di carcere e 30 mila euro di risarcimento un prete pedofilo di 74 anni. Il sacerdote e’ stato riconosciuto colpevole di abusi sessuali su un minore compiuti tra il 1999 e il 2001 sia a casa sua sia nella curia. Il tribunale ha poi dichiarato l’Arcivescovado di Madrid responsabile civile sussidiario per la mancata vigilanza nella parrocchia. Del resto il diritto canonico esige il controllo dei parroci della propria Diocesi.
Fonte: Ansa
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Ex vescovo di Como indagato per favoreggiamento verso un sacerdote accusato di violenze
Il vescovo emerito di Como Alessandro Maggiolini e’ iscritto nel registro degli indagati della Procura di Como per il reato di favoreggiamento personale di don Mauro Stefanoni, l’ex parroco di Laglio attualmente a processo per violenza sessuale. Secondo l’accusa, Maggiolini nel novembre del 2004 avrebbe convocato in Curia il prete per riferirgli dell’esistenza dell’indagine penale nei suoi confronti. Stefanoni, che si dice innocente, e’ accusato di violenza verso un ex parrocchiano, all’epoca dei fatti minorenne, affetto da un lieve ritardo mentale, che lo denuncio’ nel 2004.
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Il lancio completo è consultabile sul sito dell’AGR**********
Don Mazzi dal pm contro don Gelmini
Torna indietro nel tempo fino al ‘93 l’inchiesta sulle presunte violenze sessuali commesse da don Pierino Gelmini su alcuni tossicodipendenti all’interno della Comunità incontro. La novità è emersa dall’interrogatorio come «persona informata sui fatti» di don Antonio Mazzi, il padre di Exodus: è stato sentito dai magistrati di Terni all’inizio della scorsa settimana e ha confermato il contenuto di una lettera da lui inviata a un ragazzo che aveva assistito nel suo centro per un paio d’anni.Il giovane ha denunciato di aver appunto subito gli abusi 14 anni fa, quando ha trascorso un periodo di sei mesi ad Amelia. Poi si è trasferito in una struttura di don Mazzi, con il quale si è confidato e ha continuato a mantenere rapporti epistolari. Il procuratore Carlo Maria Scipio e il pm Barbara Mazzullo volevano sapere dal fondatore di Exodus se confermava quello che aveva scritto all’ex drogato nel 2003. Il sacerdote, nel corso dell’interrogatorio, ha ribadito punto per punto quello che aveva sottolineato nella missiva, in cui c’è un chiaro riferimento alle violenze sessuali.Le parole del fondatore di Exodus avrebbero aggravato la posizione di don Gelmini: per gli inquirenti sono una conferma, seppure indiretta, delle accuse nei suoi confronti […]Don Gelmini ieri era a Pompei. E il sindaco Claudio D’Alessio ha riportato le sue parole: «La Chiesa mi è vicina: io non mollo, mi sento un leone. L’albero più alto è quello che rischia di più di essere abbattuto dal vento», ha aggiunto con una metafora il capo della Comunità incontro. «L’unico vero giudice è la coscienza e io sono in pace con la mia…». […]
Fonte: Corriere.it
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Don Gelmini scrive a Benedetto XVI: “Vorrei essere ridotto a laico”
TERNI - Vuole restare con i suoi ragazzi “fino alla morte”, ed essere ridotto allo stato di laico per poter affrontare le questioni giudiziarie senza coinvcolgere l’autorità ecclesiastica. Queste le richieste che don Pierino Gelmini, fondatore della Comunità Incontro, ha avanzato in una lettera scritta di sua iniziativa a Benedetto XVI. Dallo scorso agosto, il sacerdote, 82 anni, è indagato dalla Procura di Terni per presunti abusi sessuali, dopo la denuncia di alcuni ex ospiti della sua comunità.
Don Gelmini, spiegano dalla Comunità, “sua sponte ha mandato una lettera a Sua Santità, finalizzata a garantire perinde cadaver, fino alla morte, la sua permanenza con i ragazzi della Comunità Incontro. Pertanto, a tal fine, siccome si spalanca un orizzonte doloroso legato a questa vicenda giudiziaria, per poter liberamente affrontare le questioni a essa legate, don Gelmini chiede autonomamente pro gratia, quindi non perché imposto, al Santo Padre, la riduzione allo stato laicale, non di diacono come è stato scritto”, per “potersi difendere liberamente senza dovere coinvolgere l’autorità ecclesiastica e canonica nelle vicende che seguiranno”.
All’inizio di dicembre il sacerdote è stato colpito da un malore di origine cardiaca. Le sue condizioni sono gravi ma stabili. Ha rifiutato il ricovero in ospedale per “restare vicino ai suoi ragazzi”, anche se non parteciperà alle celebrazioni per il Natale.
Fonte: La Repubblica
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Caso Gelmini, per il vescovo Negri è colpa del “laicismo ateo”
Mons. Luigi Negri, Vescovo di San Marino-Montefeltro, interviene dalle pagine de Il Resto del Carlino sulla vicenda di Don Gelmini: “Sulla vicenda di don Gelmini ci sono stati parecchi interventi nel mondo culturale, sociale, politico ed ecclesiastico: quasi tutti di solidarietà tranne qualche «incredibile distinguo»… (ma forse più che comprensibile: la gelosia è una virtù clericale). Vorrei rispondere a questa domanda: qual è la colpa di don Gelmini? La colpa, in un contesto nichelista edonista e così devastantemente cattolico, è quella di essere un prete che sostanzialmente «ci crede». […] Io sono stato testimone, tanti anni fa, della straordinaria capacità di comunicazione che don Gelmini aveva e ha col mondo giovanile durante un incontro con migliaia di giovani, nel Meeting dell’amicizia per i popoli a Rimini. Parlava di Cristo, parlava dell’esperienze della droga ed era evidente che si apriva, fra la sua testimonianza e l’attesa del cuore di questi giovani, una possibilità di cammino, una proposta positiva, una reale possibilità di vita nuova. E’ questa la ragione del suo successo e questa è la ragione dell’odio nei suoi confronti. Il laicismo ateo che ci domina non può sopportare l’esperienza di una fede viva, perché la testimonianza di un sì positivo alla vita contesta esistenzialmente e socialmente la cultura della morte che ha nella droga la sua devastante espressione. […]
Il testo integrale dell’intervento di mons. Negri è stato pubblicato su San Marino Notizie______________
Dal Messaggero Veneto di oggi 10 ottobre 2008, sezione Udine, pagina 3Accuse a un altro prete: «Molestava mio figlio»Una mamma friulana si è presentata dai carabinieri per segnalare presunte attenzioni a sfondo sessuale cui sarebbe stato sottoposto suo figlio mentre si trovava all'istituto salesiano Bearzi. Il religioso cui ha fatto riferimento questa madre non è lo stesso coinvolto nell'inchiesta partita in marzo e sfociata, i primi di settembre, nella perquisizione di un sacerdote sessantenne attualmente in servizio nella struttura. Si tratterebbe, invece, di un altro prete che, negli anni scorsi, ha lavorato anche in via Don Bosco. Il ragazzo nel periodo in cui sarebbero avvenuti i fatti denunciati da sua madre aveva 11-12 anni e gli anni scolastici su cui ora si indaga sono quelli compresi tra il 2005 e il 2007. Le dichiarazioni della donna giungono dopo quelle di un ventisettenne che, in primavera, aveva fornito agli investigatori elementi che, al termine di una prima fase di indagine, hanno indotto la Procura della Repubblica a disporre una perquisizione al Bearzi. Il destinatario è stato un prete nei confronti del quale è stato ipotizzato il reato di violenza sessuale su minorenne. La testimonianza della signora è stata raccolta dagli uomini del Nucleo investigativo, il reparto che già da marzo sta svolgendo accertamenti sulla prima denuncia. Il secondo esposto, come detto, è arrivato da pochi giorni, ma sembra aver fornito agli investigatori elementi rilevanti su cui lavorare. Il contenuto delle dichiarazioni della donna, al momento, è coperto dal riserbo, perché l'indagine è in pieno svolgimento. Da quanto si è potuto apprendere dalla stessa madre, che ha contattato il nostro giornale, la vicenda è emersa quando suo figlio le ha detto di non voler più vedere quel religioso che, fino a poco tempo prima, era stato per lui un importante punto di riferimento. A quel punto il ragazzo è stato tolto dalla scuola. Intanto, continua il lavoro della Procura di Udine sulla segnalazione di marzo, quando un giovane di 27 anni ha riferito che tra il 1995 e il 1999 (ossia dai suoi 14 anni ai 18) sarebbe stato vittima di atti di carattere sessuale. Il ragazzo era stato affidato alla sezione dell'istituto che si occupa di bambini che, per qualche motivo, non possono essere seguiti dalla famiglia. Le attività di verifica dei carabinieri sono culminate il 4 settembre scorso nella perquisizione dell'alloggio e dello studio del religioso, un sessantenne che da tempo fa parte della comunità salesiana. I militari dell'Arma, coordinati dal tenente Fabio Pasquariello, hanno esaminato anche il computer personale del religioso e tutti i suoi cd. Il sacerdote era presente al momento dei controlli ed è stato assistito dal direttore dell'istituto, don Dino Marcon, indicato come persona di fiducia. Gli esiti della perquisizione non si conoscono, ma i responsabili dell'istituto salesiano hanno voluto precisare che gli inquirenti non hanno trovato nulla di quanto stavano cercando. Il sopralluogo è stato comunque ritenuto interessante dagli investigatori che sono coordinati dai pm Matteo Tripani e Lorenzo Del Giudice.
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